Sara e Alessia: le travel sisters dell’accessibilità

Due sorelle, un legame indissolubile.
Quando il sangue lega due persone lo fa per la vita. Ma quando a questo legame si unisce una visione comune, allora nasce qualcosa che può cambiare lo sguardo di tanti.

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia di diritti, bellezza e libertà.
Una libertà che passa da un concetto semplice ma ancora troppo disatteso: poter vivere cultura e viaggi senza barriere.

Sara e Alessia sono le protagoniste di questo percorso fatto di determinazione, competenze digitali e ruote che macinano chilometri.

Sara, classe 1996, è la sorella maggiore: amante dell’arte, dei viaggi e del cibo locale (con un debole per il Veneto).
Alessia è la sorella su due ruote: appassionata di bellezza, esperienze e scoperta.

Insieme hanno dato vita a Ruote Libere on the Road, progetto digitale dedicato al turismo accessibile.
Dal Veneto – loro terra d’origine – raccontano musei, città, mostre e luoghi culturali testati in prima persona, trasformando l’esperienza diretta in informazione utile e concreta.

Informazioni prima di tutto

Accanto al blog, hanno creato il portale Luoghi Culturali Accessibili, una piattaforma che raccoglie schede dettagliate dei luoghi culturali del Veneto.

Non semplici recensioni, ma vere e proprie analisi di fruibilità:

  • presenza di ausili

  • spazi di manovra

  • eventuali ostacoli

  • accessi

  • servizi igienici

Un lavoro prezioso, nato da un’esperienza personale.


Dalla delusione all’azione

Tutto ha origine da una vacanza in Toscana nel 2016.
Alessia non ha potuto accedere a diversi luoghi culturali a causa dell’assenza di ausili.

Una frustrazione doppia:

  • per chi resta fuori

  • per chi entra sentendosi in colpa

Da quella delusione nasce una domanda:
Perché è così difficile trovare informazioni chiare sull’accessibilità?

Sara decide di scriverci la tesi di laurea.
Poi arriva l’idea di trasformare la teoria in pratica.

Così nasce Ruote Libere: uno spazio che riunisce informazioni utili per scegliere in modo consapevole, evitando il doloroso “qui non puoi entrare”.


Le barriere non sono solo fisiche

Alla domanda sugli ostacoli più frequenti, la risposta è chiara:

“Barriere fisiche ma soprattutto mentali.”

Mancanza di formazione, risposte evasive, poca consapevolezza.

Due esempi emblematici:

  • chiamare un museo per chiedere dell’accessibilità e ricevere in risposta solo gli orari di apertura

  • scoprire che “all’interno è tutto accessibile”… ma per entrare bisogna superare una scalinata

Il problema, quindi, non è solo strutturale. È culturale.

E i bagni? Tema delicato (e fondamentale)

Se parliamo di servizi igienici, emergono dettagli che fanno la differenza tra accessibile e “teoricamente accessibile”:

  • assenza del maniglione nonostante il simbolo di accessibilità

  • accessori installati in modo errato (con conseguenze anche fisiche)

Basta davvero poco per progettare bene.
Ma serve competenza.

Spazio di manovra e maniglione sono elementi essenziali per garantire autonomia.

Ed è qui che il mondo dell’interior e del contract può fare la differenza.


Il loro consiglio alle strutture

  • Investire nella formazione del personale

  • Rendere gli ambienti accoglienti con piccoli accorgimenti ben progettati

  • Superare l’idea che accessibilità significhi brutto o costoso

  • Comprendere che ciò che è accessibile è spesso più comodo per tutti

Il turismo accessibile oggi è un settore in cui la domanda supera l’offerta.
La vera domanda è: se non ora, quando?


Il motto che riassume tutto

“Una città diventa veramente accessibile quando anche la cultura della città stessa è resa accessibile.”

Non solo rampe.
Non solo ascensori.
Non solo normative.

Accessibilità significa possibilità di scegliere.
Significa libertà.


Uno spunto in più (che sentiamo vicino)

Come azienda che progetta soluzioni per ambienti bagno sicuri e inclusivi, crediamo che l’accessibilità non sia una nicchia ma un modo di progettare.

Perché creare qualcosa per chi ha un’esigenza specifica significa spesso migliorare la qualità dell’esperienza per tutti.

E forse è proprio da qui che dovrebbe partire ogni progetto:
dalla persona.

Non possiamo resistere: raccontateci un aneddoto accaduto durante un viaggio che ancora oggi vi fa ridere molto.

Eravamo in visita ad un museo con la nostra amica fotografa Francesca e Michele, un amico con le ruote.

Visitato il piano inferiore dovevamo salire a visitare la Pinacoteca, lo staff ci mostra dove si trova l’ascensore e il piano “2” da selezionare. Saliti al piano indicato ci troviamo in un atrio buoi, vuoto e con scale. Scoppiamo in una risata, finché Michele non prende in mano la situazione, risaliamo in ascensore e per intuito premiamo il “-2”. Tranquilli non siamo arrivati nello scantinato ma in Pinacoteca.

Appena entrati ci raggiunge un signore dello staff che senza dire nulla prende Alessia e la spinge fino alla Croce di Giotto.

Inutile dirvi quanto abbiamo riso quella giornata.

Cosa non può mancare per un fine settimana all’insegna dell’accessibilità?

Le corrette informazioni per avere la libertà di scegliere, con serenità e in autonomia, i luoghi da visitare sulla base dei propri desideri, interessi e attrattiva.

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